mercoledì 4 giugno 2014

DANNI IMMENSI PER L’AGRICOLTURA E AZIENDE VINICOLA NELLA ZONA PIDEURA E SAN CRISTOFORO BRISIGHELLA


Si fa la conta dei danni causati dalla violenta ondata temporalesca che si è abbattuta nella notte fra venerdì e sabato nella prima collina faentina, in una zona nemmeno tanto grande compresa tra le località Celle, San Cristoforo, San Ruffillo e Marzeno. Ieri è stata la giornata dei volontari della Protezione civile, mobilitati dalla prefettura di Ravenna, i quali si sono messi a disposizione di coloro che hanno avuto i piani bassi delle proprie case invasi dall’acqua e dal fango riversatisi a valle devastando quello che incontravano. L’entità del disastro è percepibile soprattutto nel borghetto davanti alla chiesa di Celle, dove il colore dominante è quello del fango ormai secco: dopo la pausa notturna, dalla mattinata di ieri i volontari dell’associazione nazionale Alpini hanno affiancato i residenti nel tentativo di recuperare un po’ di cose da garage e scantinati e a ripulire cortili e ambienti. Alcuni Alpini si sono poi portati a Errano e a San Cristoforo dove lo scenario si presentava simile. Sono state oltre quaranta le case interessate dal disastroso nubifragio abbattutosi fra le 2 e le 4 di sabato. Scendendo dalla collina per via Rio Biscia è evidente il devastante passaggio di acqua, fango, arbusti e detriti dai fossi tracimati. Un ponticello, addirittura, ha avuto le spalle di protezione in muratura abbattute, mentre la furia della tempesta sembra avere come “selezionato” le case da colpire. Già da sabato è apparso in tutta la sua gravità il massacro subito dalle coltivazioni, sulle quale si è pure abbattuta la grandine, ma è solo nei prossimi giorni che il conteggio dei danni avrà una cifra in euro. Basti pensare, per esempio, alla flagellazione subita dalle coltivazioni d’uva di una nota azienda vinicola ai confini tra Faenza e Brisighella: di piante superstiti ce ne sono pochissime.

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