martedì 8 luglio 2014

SERIE PREOCCUPAZIONI PER BRISIGHELLA, CASOLA VALSENIO E RIOLO TERME: LA REVISIONE DELLE ZONE MONTANE E COLLINARI ESENTI DA IMU, QUALE SARA’ IL CRITERIO


"La Copagri di Ravenna è fortemente preoccupata per la revisione delle aree montane prevista dal D.L. 24/4/2014 n.66 (misure per la competitività e giustizia sociale). Infatti il decreto, pur contenendo interventi importanti per altre categorie, per i coltivatori delle zone montane non promette niente di buono": la Confederazione Produttori Agricoli di Ravenna commenta così le modifiche che si stanno delineando a Roma riguardo ai coltivatori. "Addirittura - prosegue Copagri -  finirà per rendere ancora meno competitive le imprese di montagna. Infatti all'art. 22 è prevista una revisione delle zone montane attualmente esonerate dall'IMU sui terreni agricoli attraverso l'emanazione di apposito decreto col quale individuare le nuove aree che potranno mantenere l'esenzione". !Dato che da tale revisione è atteso un gettito non inferiore  ai 350 milioni di euro - sottolineano i produttori agricoli - , vi sarà un taglio non indifferente alle zone attualmente esenti (qualcuno stima un taglio di circa il 40%).
Il decreto di revisione dovrà essere emanato entro 90 giorni dalla pubblicazione su G.U. della legge di conversione del D.L. 66/14. Accanto al taglio sicuramente eccessivo previsto (una certa revisione poteva starci per correggere delimitazioni non adeguate),  preoccupano i criteri che verranno adottati per effettuarla. Se dovesse prevalere l'orientamento a tenere solo il livello altimetrico come riferimento per individuare le zone svantaggiate, in Romagna saremmo fortemente penalizzati.
Infatti le nostre aree coltivabili di montagna e collina sono quasi tutte al di sotto dei  600 metri s.l.m.  ciononostante vi sono aree a bosco, pascoli, incolti, calanchi, vena del gesso, ecc. tutte fortemente svantaggiate dal punto di vista produttivo al pari dell'alta montagna. Nell'Appennino Faentino le cime più alte sono il monte Castellaccio (833 m.) e il monte Battaglia (715 m.) . Se il criterio fosse che rimangono le agevolazioni dai 700 m. in su per esempio, solo nelle cime di questi monti non si pagherebbe l'IMU, mentre tutta Casola Valsenio , tutta Brisighella e tutto Riolo Terme pagherebbe.
La "giustizia sociale" invocata dal Decreto n.66/14 andrebbe a farsi friggere.
Per questi motivi è necessario che per la revisione prevista siano adottati criteri che tengono conto dello svantaggio effettivo delle aree da agevolare e non solo dell'altitudine. Il legislatore non dovrebbe mai dimenticare la grande funzione sociale che svolgono i coltivatori nelle zone montane, a tutela del territorio e dell'ambiente. Dove chiudono, tali aree vengono abbandonate e i danni dovuti all'incuria del territorio diventano catastrofici.
Conclude Copagri: "Vessati dallo svantaggio naturale, danneggiati dagli animali selvatici che diventano sempre più invadenti (lupi, caprioli, cinghiali, ecc.) mettendo a dura prova le produzioni, se sono vessati anche dalle tasse l'esito rischia di essere proprio lo scoraggiamento e l'abbandono. Bisogna evitare che ciò si verifichi".

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