martedì 23 settembre 2014

ALLUVIONE NEL FAENTINO, E’ UN DISASTRO


FRANCESCO DONATI FAENZA. Un vasto territorio colpito da esondazioni, allagamenti a macchia di leopardo, con ponti pericolanti, strade chiuse e situazioni che da risanare diventano davvero complicate. Il violento nubifragio della notte scorsa ha gonfiato fiumi e torrenti, che nella mattinata non hanno retto all’onda d’urto delle acque e hanno tracimato invadendo campi, strade, case, mettendo a rischio la popolazione e scatenando il panico. Faenza, Riolo Terme, Brisighella, Casola Valsenio i comuni più devastati. Coinvolti i bacini del Santerno (nell’Imolese), del Senio, della Sintria, del Lamone e del Marzeno con i rispettivi affluenti, più o meno grandi. Ha retto (a fatica) la zona a valle della via Emilia, ma a monte è stato un disastro. A Faenza a differenza dei comuni montani, non c’è sta alcuna tracimazione, ma si è ripresentato il fenomeno dei rigurgiti dalle fogne. L’acqua del Lamone si è infiltrata nelle condotte di scarico e ha fatto il percorso inverso, uscendo per le strade. Risultato: allagamenti in via Lapi, via De Gasperi, via Silvio Pellico, via Della Valle, via Filanda Vecchia e in pratica in tutte le zone basse della città. Tanti faentini hanno assistito passivamente e impotenti al crescere dei flussi, e alla devastazione delle loro cantine, dei garage, dei piani terra delle abitazioni. Un disastro annunciato anche da un’auto della Polizia Municipale con altoparlante che è passata ad avvisare la popolazione. Poco dopo le 9 era il sindaco Giovanni Malpezzi a diramare un’allerta su Facebook: «Attenzione: le incessanti piogge hanno fatto salire pericolosamente i livelli idrometrici del fiume Lamone. I sindaci di Marradi e Brisighella segnalano l’arrivo di una rilevante piena, superiore a quelle


registrate negli ultimi anni. A Faenza dovrebbe arrivare fra circa 2 ore. Invito tutti coloro che abitano o hanno attività in zone vicine all’alveo di predisporre ogni misura per limitare eventuali danni da allagamenti. Auspico comunque che la portata del fiume sia capace di contenere questa piena improvvisa e non ci sia bisogno di intervenire. grazie». Invece via San Martino dopo poco è stata chiusa per infiltrazioni sotto la strada, all’altezza del tiro al piattello. Salendo verso Marzeno sono iniziate le esondazioni. Nella frazione lo straripamento è avvenuto in via Moronico. Sono morti animali, altri sono dispersi e vagano per i campi o per le strade: due cavalli annaspano in un campo con l’acqua alla pancia, cani impauriti vagano perfino in centro a Faenza. I pesci arrivano direttamente nelle cucine delle abitazioni di campagna. Distrutti gli orti degli anziani entro gli argini del Lamone. In via Uccellina acqua e fango invadono le coltivazioni. Agricoltura danneggiata anche a Rivalta. Verso le 8.35 lo straripamento del Lamone a Fognano, a Castellina e Campiume dove una coltivazione di kiwi di almeno un ettaro è sommersa. Conseguenze anche per i residenti lungo il rio Cosina, straripato e giunto fino nelle abitazioni. Il Senio comincia a fuoriuscire a Borgo Rivola intorno alle 9, in via Caduti di Crivellari, all’altezza del ponte, completamente tappato dai detriti. Poco più a valle nella frazione di Isola l’acqua invade via Trinzano distruggendo le ampie coltivazioni di ortaggi in serra (zucchine e melanzane) di due aziende. A casa Pozzi alle 15 del pomeriggio ci sono ancora 2 metri di melma nelle cantine. Invasi dal fiume di fango anche gli stabilimenti per la lavorazione. Poderi alluvionati si incontrano lungo le vie Rio Ferrato, via Bertozzi, via rio Basino. A Riolo danni anche nei pressi del B&B La casa delle Rondini. Proprio nella zona di Isola vicino alle serre, il caso del salvataggio di una donna con una bambina che stanno cercando di allontanarsi in auto dall’abitazione circondata dalle acque.

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